TITOLO DELLA PROPOSTA: Camminar Contattando

COGNOME E NOME DEL PROPONENTE: Maria Stella Conte

SOCIO IANTI DAL L’inizio (2003)

TIPOLOGIA:  (Chiosco/Bottega/Laboratorio/Altro)Altro

OBIETTIVI:  Contattare la natura, il proprio corpo, la propria anima e…gli altri

CONTENUTI DELLA PROPOSTA: 5 facili escursioni nel Lazio: Monte Cerella, M.delle Canelle e di Selva Canuta, Monte Terminillo, Monte Cervia, Monte Fanfilli e la Monna (vedi descrizioni sottostanti) 

COME SI SVOLGE: Appuntamento in luogo da definire a seconda della gita proposta (orario 8.00 Puntuali), spostamento con auto private, arrivo alla base di partenza e inizio slow trekking, pranzo al sacco, rientro alle auto.

COSTI: Euro 10 a partecipante (le spese della benzina e dell’autostrada si dividono tra i viaggiatori. Il guodatore che mette a disposizione la propria auto non partecipa alla spesa viaggio).

DATA: Da maggio a settembre

 Monte Cerella: da Guadagnolo, anello passando per il Santuario della Mentorella, dislivello circa 200m.

Ai piedi del paese di Guadagnolo si prende sulla sx la stradina per il santuario, raggiunto (1012m.) si prosegue oltre nel bosco con un sentiero (bolli r-b) che si tiene a mezza costa e poi sale alla sella prativa di Ara la Croce, dove troviamo un bivio con palina segnaletica (1090m.), qui piegando sulla sx SSW si prende il filo della cresta sommitale, si sale allo scoperto con splendida vista sulla Valle Ventrosa, si aggira sulla dx una prima punta, la cresta si fa più erta ed un poco rocciosa, e con un ultimo strappo si raggiunge la cima del Cerella (1203m. palina segnaletica), dalla cima proseguendo lungo la cresta dolce e scoperta si torna sulla strada ai piedi del paese.

M.delle Canelle e di Selva Canuta: da Vado di Pezza, dislivello 450m.,  questa gita la puoi accorciare fermandoti sulla prima cima e tornando indietro, od anche tornando indietro dalla seconda cima.

Giunti al vado (1482m., pannello del Parco Naturale Regionale Velino-Sirente) si parcheggia sul grande piazzale o nei pressi del Rifugio del Lupo (servizio di ristornate anche nei week-end invernali), e spalle al rifugio si comincia a risalire la cresta scoperta che sale verso E, abbastanza marcata e ripida ma comunque non particolarmente impegnativa.

Sui 1680m. la cresta si appoggia con marginali prati (Iaccio dei Cani) ma con una bella vista oltre che sui Piani di Pezza, sull’Altopiano delle Rocche ed all’orizzonte le catene del Gran Sasso e del Sirente; poi la cresta prosegue piegando sulla dx SE e si scopre la nostra prima meta: il Monte delle Canelle.

Superata una croce sul filo di cresta a 1722m. si riprende a scendere spostandosi leggermente a dx del filo ed entrando nel bosco, riusciti in breve allo scoperto si raggiunge un valichetto boschivo ai piedi della breve Cresta Nord del monte, qui (1680m.) s’incrocia il sentiero segnato (bolli r-b) che sale dalla valle racchiusa fra la cresta appena percorsa ed il Monte di Selva Canuta, e seguendo il sentiero ci si porta subito sul filo di cresta che s’impenna deciso SSE e conduce alla croce di vetta del Monte delle Canelle (1811m.), con magnifico panorama, specie sull’Altopiano delle Rocche.

Ora spalle alla croce si cala per un breve ma ripido pendio verso W, si attraversa una fascia di bosco e si esce su un pianoro, da dove si prosegue dritti su un largo costone appoggiato che si dirige verso la nostra successiva meta; con un tratto piacevolissimo fra rade alberature si passa un’ampia insellatura posta sui 1730m., ci si allarga un poco a sx per aggirare una macchia di bosco, quindi si riprende a salire moderatamente su un crestone scoperto, raggiungendo facilmente la cima di Selva Canuta (1794m. 2,00h., nessun segno): un grande mammellone, splendido terrazzo sui Piani di Pezza e la catena del Magnola.

Dopo la sosta si torna leggermente indietro sul crestone di salita SE e poco prima dell’ampia insellatura si piega a dx S cominciando a calare più decisi su un pendio scoperto sul fianco dx di una valletta parzialmente boscosa (senza sentiero); si cala continuando a piegare sulla dx in cerca delle aree più aperte, per poi sui 1640m. entrare nella faggeta.

Nel bosco velocemente la pendenza scema ed in breve si riesce allo scoperto affacciandosi su una suggestiva e piccola conca, a poca distanza dal Vado di Ceraso che rimane di fronte a noi nascosto da una collinetta; da qui (sui 1600m.) si piega ancora sulla dx W e per dolci collinette si cala verso il Piano di Ceraso, senza raggiungerne però il fondo si continua a piegare sulla dx verso i Piani di Pezza.

Appena aggirato il costone Ovest del Monte di Selva Canuta si torna in vista del Rifugio del Lupo, e traversando diretti un vasto piano N (la sterrata estiva si tiene più ai margini del bosco sulla dx) si torna al punto di partenza (1,10h.).

Monte Terminillo: dalla Sella di Leonessa per la Cresta Est, dislivello 410m.

Il sentiero parte alle spalle del Rifugio Sebastiani (1820m.) dove si trova una palina segnaletica (bolli r-b), si tratta di una marcata traccia che entra in un valloncello erboso NW, lo attraversa nei pressi di un pilone di un vecchio skilift, piega a sx e si porta sul filo dell’erbosa Cresta Est, proprio sopra il rifugio.

Si risale la cresta con una serpentina (fioritura di fiordalisi) e a 2050m. si raggiunge un colle da cui si gode già di un interessante panorama fino al Gran Sasso, da qui la cresta si fa rocciosa ed allora il sentiero piega sulla sx spostandosi sul versante che da sul Terminilletto (bolli r-b); con percorso articolato fra rocce e macchie erbose si sale paralleli alla cresta W, traversando il ripido pendio che si butta nella sottostante Valle del Sole.

A 2170m. si risale un canalino fra le rocce (facile) e si riesce sul filo di cresta a pochi passi dalla cima (2216m. ).

Monte Cervia: da Collegiove, dislivello 430m.,  per semplificare questa gita potresti salire la cima seguendo il percorso del ritorno estremamente semplice.

Da Collegiove si prende la strada che va verso Marcetelli attraversando il “cuore” della Riserva Naturale Regionale del Monte Cervia e Navegna (a sx di  un crocifisso), ma solo dopo 250 metri in prossimità delle ultime case si parcheggia e si prende un sentiero sulla sx segnato con bolli g-r, indicato anche da un cartello in legno sulla strada (“per Monte Cervia”, 1020m.).

Il sentiero inizia inerpicandosi sui prati sottostanti le coste rocciose del Cervia in direzione W, e lungo di esso oltre i bolli si trovano anche i paletti bordati di rosso C2; fin dai primi passi una bellissima vista si apre sui boschi, in prevalenza di castagno, di questi monti, mentre il Monte Navegna (la cima più alta della riserva) appare non molto lontano a NW.

Il sentiero prosegue sulla dx costeggiando alto la strada che porta a Marcetelli,  sempre lungo belle pendii erbosi e dopo circa 0,30h. dalla partenza s’inoltra nel bosco sotto scenografici torrioni rocciosi, qui il percorso si fa più ripido e con andamento a serpentina (staccionata) si risale un canale boscoso, molto suggestivo.

Si esce dal bosco affacciandosi su un’incantevole valletta prativa (1250m. 1,00h.), la Valle di Varco, in primavera ricolma  di margherite, non ti scordar di me, orchidee e tante altre specie, dove dalla parte opposta giunge il sentiero che sale dal Fosso dell'Obito: nella valletta si trovano sparsi piccoli cespugli di ginepro ma al centro di  essa,  isolato,  campeggia un grosso faggio che sembra posto a sentinella  di quest’angolo di Paradiso, proprio sotto di esso passa il sentiero che attraversa la conca e va a risalire la selletta erbosa che la delimita a W.

Dalla selletta (1366m.) ci si affaccia sulla Valle del Turano, una delle due valli “allagate” (sia questa che quella del Salto contengono infatti dei laghi artificiali) che delimitano questa piccola catena montuosa, e curvando a sx S si sale lungo la ripida cresta che porta fino alla vetta del Monte Cervia (1438m. 1,30h., piccola croce di legno).

Per la via del ritorno si prosegue lungo la Cresta Sud, con percorso evidente ed in ogni caso segnato ancora con i bolli g-r ed i paletti r; il sentiero si tiene poco sotto il filo di cresta sul lato W (Valle del Turano), e sebbene la cresta sia in parte rocciosa si attraversano dei fittissimi prati di margherite che, unitamente allo stupendo panorama che spazia fra i Monti Reatini, Gran Sasso, Velino, Carseolani e Simbruini, rendono questo tratto affascinante (“la Cresta delle margherite”).

Con così meraviglioso percorso si raggiunge lo sperone roccioso che domina il paese di Collegiove, sul quale si trova una grande croce metallica (1394m. + 0,20h.), si prosegue oltre ancora verso S e, prima di toccare l'ultima elevazione di Vena Maggiore (1370m.), si supera la piccola forcella dove da sx sopraggiunge il Canalone di Vena Maggiore (possibile via di discesa per uno scosceso sentiero nel bosco).

Dal cucuzzolo di Vena Maggiore la cresta (chiamata ora Piè di Cervia) comincia a scendere più decisamente e si affaccia sul selvaggio Fosso di Riancoli, le cui spettacolari gole s'intravedono appena nel folto della vegetazione; data l'esposizione in pieno sole di questo tratto, conviene evitare questo giro in piena estate o compierlo nel senso contrario.

Senza possibilità d’errore dopo circa 1,00h. di cammino dalla cima  il sentiero  giunge  su  una strada sterrata che scavalca la cresta, prenderla verso sx in direzione di Collegiove seguendo dei paletti adesso bordati di verde.

Lungo la carrareccia che taglia il Versante Est del monte si oltrepassano sulla sx: prima una grotta ricovero di capre e poco dopo una fonte, quindi un'area di picnic ed un'altra fonte, poi su un poggio una statua della Madonna; è questa probabilmente la parte più noiosa della gita, ma permette uno sguardo d'insieme sul percorso di cresta appena compiuto oltre ovviamente a permetterci di tornare al punto di partenza completando questo stupendo anello.

Non resta quindi che seguire la carrareccia fino alla fine, oltrepassando una  terza ed ultima fonte poco prima di arrivare al paese (1,40h.).

Monte Fanfilli e la Monna: da Campo Catino, dislivello 180m.

La base di partenza è Campo Catino che si raggiunge salendo con una lunga strada a tornanti dal paese di Guarcino, giunti nella località si supera il vecchio Rifugio CAI Città di Frosinone (sulla dx) e si parcheggia sul vasto piazzale che precede il pianoro dove sono vari ski-lift (1800m.).

A piedi si comincia ad attraversare la grande conca verso E lasciando alla nostra dx M.Vermicano, fino ad incrociare una sterrata che sale ad una sella (1905m.), si segue la carrareccia verso dx (bolli r-b + g-r), e si prosegue senza possibilità di sbagliare perché da questo punto in poi il percorso è abbastanza rettilineo, in dei tratti a mezza costa e non proprio sul filo di cresta ma sempre con la stessa direzione.

Si arriva perciò ad una seconda selletta (1885m.) proprio sotto il Peschio della Cornacchia, si prosegue e si raggiunge il Vado del Pozzotello (1940m.), scavalcando il quale si arriverebbe in breve al Rifugio e alla Fonte del Pozzotello visibile più in basso; dal valico ancora su sterrata SE si taglia a mezza costa il Versante Sud-Ovest del Monte Pozzotello, poi tornati nei pressi della cresta sommitale al Vado di Campovano (1876m., nei cui pressi passa un elettrodotto), si prosegue costeggiando il bel pianoro del Campovano (dov'è un altro rifugio, chiuso).

Quando la sterrata termina, rimanendo sulla panoramica cresta da cui si sovrastano sulla sx i boschi del Fosso della Liscia e sulla dx quelli della Valle dell’Agnello, con un leggero saliscendi si supera il piccolo intaglio del Passo del Diavolo (1903m.), quindi sul filo o alla sua dx S si raggiunge la cima di Monte Fanfilli (1952m. ometto); da qui si gode una bella vista sulla catena degli Ernici e sui monti abruzzesi, ma in particolare questo monte è un ottimo balcone sulla grande Valle dell’Inferno.

Dopo il Fanfilli la cresta e il sentiero piegano ancora a dx SW/W, si passa alti sopra il bel circo di ghiaie alla testata della Valle dell’Agnello, quindi si scende alla “Sella dell’Agnello” (1888m., palina segnaletica) spartiacque fra questa valle ed il Vallone Faìto (sulla sx); si prosegue dritti W sul sentiero segnato che si tiene sul fianco dx della Cresta Est del Monna, e traversando prima un suggestivo “giardino” cosparso di grossi massi, poi direttamente sul filo scoperto di cresta si raggiunge in breve anche questa cima (1952m. 2,30h., segnale trigonometrico), dove si trova una grossa croce di alluminio, molto singolare.

La via del ritorno non può essere che la medesima dell'andata e, visto il pochissimo dislivello incontrato, ci vuole quasi lo stesso tempo (2,10h.).

 

- TITOLO DELLA PROPOSTA: “Personalità bibliche, icone dell’uomo d’oggi. Visione biblico-psicologica”

- COGNOME E NOME DEI PROPONENTI: coniugi Flavia Ventriglia e Fabrizio Lardini

- SOCI IANTI: da oltre 5 anni 

- TIPOLOGIA: Bottega

- OBIETTIVI: Promuovere la conoscenza di alcune delle più significative figure bibliche

- CONTENUTI DELLA PROPOSTA

1 - L’uomo che osa: Abramo

2 - La donna fedele per sempre: Rut

3 – L’uomo che fugge:  Giona

4 - La donna simbolo della saggezza femminile: Ester

5 - L’uomo che sa aspettare: Giuseppe

6 -  La donna che sa meditare, accogliere, agire: Maria

- COME SI SVOLGE

  1. Lettura del testo biblico selezionato
  2. Dalla lettura del testo alla contestualizzazione del personaggio
  3. Feed-back
  4. attraverso il dibattito tra i partecipanti, individuare ciò che quella  figura biblica può dire oggi alla nostra vita
  5. Feed-back conclusivo: quello che può dire alla storia di ciascuno

- COSTI:  15 euro ad incontro per ogni partecipante

- NUMERO MIN/MAX DI PARTECIPANTI

Min 5 - Max 15 partecipanti

- SEDE si può girare nelle diverse case, disponibilità della casa dei proponenti, fornita di ampio terrazzo/giardino

- DATA/E:  sabato pomeriggio, dalle ore 17.00 alle ore 19.30 cui segue per chi vuole una cena tutti insieme. Gli incontri si svolgeranno nei giorni 18 maggio – 15 giugno – 14 settembre – 12 ottobre – 16 novembre – 14 dicembre 2013.

 

TITOLO DELLA PROPOSTA:  Cucinare per i Chakra 

COGNOME E NOME DEL PROPONENTE:  Lucia Berta

SOCIO IANTI: dal 2004

TIPOLOGIA:  Bottega

OBIETTIVI:  sensibilizzare  alla conoscenza dei 7 punti  energetici  del nostro corpo ed a una delle possibili modalità di  nutrirli e rivitalizzarli. Proporre un’esperienza pratica.   

 CONTENUTI DELLA PROPOSTA:  Nel corso dei due incontri previsti, viene svolta una breve introduzione teorica sui  7 chakra e sulle loro qualità. In ciascuno dei due incontri verrà preparata una pietanza bioenergetica.

 COME SI SVOLGE: Dopo aver concordato nel gruppo a quale Chakra dare attenzione, in ciascuno dei due incontri si cucinerà e consumerà una  pietanza finalizzata al suo  nutrimento.

 COSTI: € 30,00 a partecipante per ciascun incontro, comprensivo dei materiali  e prodotti necessari.

NUMERO MIN/MAX DI PARTECIPANTI: da 5 a 8 persone.

SEDE: Via Fonteiana, 67 - 00152 Roma – (la promotrice mette gentilmente a disposizione la propria cucina di casa) 

DATE: domenica 5 e 12 maggio 2013 dalle 9,30 alle 12,30. 

  

TITOLO DELLA PROPOSTA: “Relazione di coppia, sessualità e regolazione della fertilità”

COGNOME E NOME DEL PROPONENTE: Isabella Nuboloni; coniugi Valeria Di Ruscio e Fabio Bascelli

TIPOLOGIA: BOTTEGA: 3 incontri quindicinali di 3 ore ciascuno

OBIETTIVI:
- Creare conoscenza e approfondire i ritmi biologici della fertilità umana ed i segnali di fertilità del corpo della donna
- Introduzione al Metodo Billings per la Regolazione Naturale della Fertilità
CONTENUTI DELLA PROPOSTA: presentazione degli aspetti biologici della fertilità/fecondità maschile e femminile; illustrazione e discussione in gruppo dei contenuti presentati; condivisione in gruppo dei vissuti e delle emozioni riguardanti il Metodo Billings; estendere le proprie conoscenze ai fini di una maggiore libertà di scelta della coppia rispetto al ricercare o distanziare le nascite nel rispetto del valore della vita e della relazione umana.
COME SI SVOLGE: viene offerto uno spazio di gruppo della durata di 3 incontri di 3 ore ciascuno, in cui approfondire conoscenze, scambiare e condividere esperienze per promuovere la propria crescita e le proprie relazioni.

COSTI: complessivi €30 a persona.

NUMERO MIN/MAX DI PARTECIPANTI: 6/14

SEDE: Sede IANTI, V.le Trastevere

TITOLO DELLA PROPOSTA:  “RESPIRARE – CANTARE – PARLARE” CONSAPEVOLIZZARE, VALORIZZARE, AMPLIARE, ESERCITARE, ARMONIZZARE LE PROPRIE COMPETENZE VOCALI.

COGNOME E NOME DEL PROPONENTE: Joanna Sylwia Chelminiak

TIPOLOGIA:  BOTTEGA

OBIETTIVI: 

·      Scoprire il proprio modo di respirare.

  • Acquisire le tecniche di respirazione.
  • Consapevolizzare la propria “posizione vocale”.
  • Consapevolizzare la corrispondenza tra la voce, l'emozione e il corpo.
  • Acquisire le conoscenze sulla “voce naturale”.
  • Esercitare la propria respirazione e vocalità naturale.

 

Canta, che ti passa... Canta, che ritorni!

COME SI SVOLGE:  4 incontri di 4 ore. Programma: 1°incontro: “Respirare per vivere”, 2° incontro: “Liberare la voce”, 3° incontro: “Te la canto”, 4° incontro: “Voce come energia: corpo–mente–emozione. Verranno usate le tecniche di respirazione naturale, rilassante e energizzante, gli esercizi per consapevolizzare, posizionare e direzionare il suono, gli esercizi per liberare la voce naturale, le tecniche per accumulare, distribuire ed equilibrare l'energia corporea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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